Questo scorcio di Roma è capitale del giorno

non si avvicina alle rotaie di Thorvaldsen o alle favelas del collatino.

Siamo tiburtina verso il fondo. Ieri sera abbiamo camminato per il ghetto, e non si poteva stare senza pensieri, arrivavano messaggi dal nord, messaggi di donne che non ci credono alle favole, a Fedro, ma senza morale, dunque:

come di consueto, le vie del vecchio governo, dei banchi vecchi, dei savelli, degli osti sembravano ingessate nei loro tetti a spiovente sulle vie pedonali e ancora messaggi, telefonate, di notte,

una installazione classica di computer aperti, slabbrati, classica nel suo carattere acido, di notte, e una donna che balla come se fosse su un piedistallo postmoderno, auspicabile, di notte a parlare di religione, adorno e la metafisica, la chiara torna a firenze, leone parte per l'abruzzo, io e albert siamo svegli tardi, senza pellicole, per filmare Roma, per colpire il sole.

Colosseo Groviera

Metropolitana Villa Borghese