Durante il Ramadan in una banlieue a Nord di Parigi, Alaeddine affronta la sfida identitaria in una terra lontana.
Il suo cammino si intreccia con quello della macchina da presa, dando vita a un diario condiviso – un’indagine antropologica che esplora la condizione di estraneità e il desiderio di appartenenza in un altrove da chiamare casa.
During Ramadan in a northern suburb of Paris, Alaeddine faces the challenge of identity in a distant land. His journey intertwines with the camera’s gaze, giving rise to a shared diary — an anthropological exploration of alterity and the longing to belong.
Alaeddine, un giovane originario del Marocco, trascorre le sue giornate a Épinay-sur-Seine, tra i binari di una stazione, nella solitudine di una residenza studentesca, nel silenzio suggestivo del Parc des Béatus. Tra immaginari urbani, digressioni poetiche e momenti di vita quotidiana – come la spesa abituale in un supermercato di periferia, l’Iftār consumato in compagnia dei suoi connazionali e il tentativo di ricreare la festa dell’Aïd lungo i canali della Senna -, il film racconta il bisogno di sentirsi parte di una comunità, l’isolamento imposto dalle metropoli come Parigi e la ricerca di un equilibrio personale tra il radicamento culturale e la scoperta dell’Altro.
Alaeddine, a young man from Morocco, passes his days in Épinay-sur-Seine, between the tracks of a train station, in the solitude of a student residence, in the evocative silence of the Parc des Béatus. Between urban imagery, poetic digressions, and moments of everyday life—such as the usual shopping trip to a suburban supermarket, Iftār eaten in the company of his compatriots, and the attempt to recreate the Eid celebration along the banks of the Seine—the film tells of the need to feel part of a community, the isolation imposed by metropolises such as Paris, and the search for a personal balance between cultural roots and the discovery of the Other.
Wallah è il ritratto di chi prova a costruire sé stesso nel sottile limbo che sussiste tra memoria ed esistenza: “Qui, si innalza una nuova preghiera, e il tempo si plasma in un filo che unisce i passi di ieri ai respiri dell’oggi”.
Wallah is the portrait of the one who seeks to shape the self within the subtle limbo that exists between memory and lived experience:
“Here, a new prayer rises, and time is shaped into a thread that binds yesterday’s steps to the breaths of today.”

Credits:
in collaborazione con Caucaso
Diretto da Ida Pellegrino
Con Alaeddine Benazzouz, Hamza Essabri, Hamza Rahimi, Reda Moustaghfir, Achraf Aamiry e Marion Bauer
Soggetto, camera, suono: Ida Pellegrino
Supervisione artistica e sonora: Enrico Masi
Montaggio: Carlotta Guaraldo, Ida Pellegrino
Sound design: Oscar Franco
Missaggio: Jacopo Bonora
Studio manager: Max Gardini
Studio mix suono: Groove Factory, Bologna
Colore: Tomas Rigoni
Testi originali: Stéphane Lambion, Ida Pellegrino
Musiche: LaCastagne emlaau, Plastique Plaice, Oscar Franco, Anna Balestrieri, Ida Pellegrino, Alaedinne Benazzouz con la partecipazione di Dizzla D Beats
Assistente alla distribuzione: Chiara Bardella
SCREENINGS
Tendermesh – Studio DB, Berlin, Germany
Cinevasoni.edu – Dumbo, Bologna, Italy
International Film School Festival of Tétouan – Cinema Espanol, Tétouan, Morocco
Visioni Italiane – Cinema Modernissimo, Bologna, Italy
Cinétoile Film Festival – Fort Hammamet, Nabeul, Tunisia
World Culture Film Festival – Los Angeles, USA
Tema – Ateliersi, Bologna, Italy